imageSi conclude il percorso programmato: un anno di piccoli allenamenti per prendermi cura di me stessa e arrivare in forma ai 50 anni. L’anno è passato, i 50 anni sono arrivati e li ho festeggiati come volevo, tra cari, amici, balli e bollicine.

Un mese dopo l’altro sono stata sempre più intrappolata dagli impegni di lavoro e il piacere di fare gli allenamenti e gli esercizi quando ero in vacanza ha lasciato il posto alla fatica, allo stress di incastrare tutto e trovare il tempo per fare il mio programma, per pubblicarlo e per commentarlo. Il filo conduttore, giorno dopo giorno, è stata una riflessione importante su quanto facile sia per me lavorare troppo, esaurire le energie affannandomi sui tanti fronti che continuamente apro seguendo idee, persone e progetti nuovi, ma occupandomi troppo poco del mio benessere e della mia salute. Finisco per insegnare agli altri tante belle cose, gioisco con loro dei risultati ottenuti e dimentico me stessa. Mi giustifico pensando che la mia forma fisica, con la mia professione, sia bene o male sempre salvaguardata. L’errore è grande. Anch’io come tutti ho bisogno di un lavoro specifico che risponda alle esigenze e ai segnali di allarme che manifesta il MIO corpo e prima che sia troppo tardi.

Ho capito che devo porre dei limiti molto chiari a tutto il resto e PIANIFICARE molto più tempo per me stessa al di fuori del lavoro. Da questo, come mi ripromettevo all’inizio, dipenderà il grado di salute, forma fisica e giovinezza che saprò portare con me negli anni a venire.
La mia parola d’ordine dovrà essere “TIME OUT” per creare minuti, ore o giorni di sospensione prima di arrivare a esagerare superando il limite delle mie possibilità. Dovrò programmare pause infrasettimanali e creare “riserve incontaminate” nei week-end, quei territori che sono sempre stati di superlavoro (!). Voglio fare il mio giro di boa, il cambiamento di vita che mi permetterà di essere, da qui in avanti, una “ragazza senza età”; forse con i capelli grigi, ma sempre carica di salute, energia e forza vitale da spendere per VIVERE. Questa voglio che sia per sempre la mia BELLEZZA.

 

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Manca pochissimo allo scadere di questo anno di tempo che mi sono data per raggiungere la meta, ma di tempo adesso ne vorrei un po’ di più. So che avrei potuto fare di meglio, essere più costante e dire più spesso no agli impegni che mi hanno distolto dal mio obiettivo finale: troppo lavoro, l’ansia per la famiglia sacrificata, dormire troppo poco per cercare di fare tutto lavorando fino a tardi … ma la vita è un po’ così, ci mette a dura prova e con queste difficoltà si scontra qualunque proposito di recuperare una migliore forma fisica.
Comunque quel che è fatto è fatto e senza sprecare tante energie a recriminare, decido questo mese di dedicare il poco tempo a mia disposizione al viso, dato che con il mio lavoro il corpo è sempre comunque impegnato in qualche attività motoria utile.
Farò delle sedute di BMS (metodo Nazarov Stimulation ) che, attraverso le contrazioni  muscolari indotte dall’apparecchio, mi daranno un miglioramento circolatorio efficace per irrorare la pelle e tutti i tessuti sottostanti e nello stesso tempo favoriranno il drenaggio linfatico e quindi la pulizia profonda dei tessuti allontanando le scorie che altrimenti tendono a stazionare e ad accumularsi.

La metodica prevede la stimolazione di tutto il sistema muscolo-aponeurotico del viso per punti che corrispondono ai ventri muscolari e ai tendini di inserzione, dai quali la vibrazione si propaga su un’area ben più ampia. L’intera sequenza dura circa venti minuti in totale e parte dai tessuti che rivestono il cranio sulla sommità del capo e dietro le orecchie per scendere fino alla base del collo. L’effetto è molto piacevole, anche se è più rilassante ricevere il trattamento piuttosto che farlo da sé.

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Alla stimolazione con le vibrazioni alterno il massaggio profondo con l’olio e le coppette russe, un set di 4 coppette in vetro che danno la possibilità di utilizzare 4 diametri diversi per  agire in modo ottimale con l'”effetto vacuum”  sulle varie zone. Parto dal décolleté e dal collo e seguo un ordine di azioni che lavora tutti i distretti fino all’attaccatura dei capelli. Oltre non si può andare perché si perde la necessaria aderenza.

La coppetta di diametro maggiore va bene per l’ampia zona sotto le clavicole, dallo sterno verso la spalla

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e per la zona laterale del collo

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Le due coppette di diametro intermedio si usano sulle principali zone del viso come la fronte,

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tra le sopracciglia,

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la bocca e il suo contorno,

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lo zigomo, ecc.,

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La più piccola di tutte invece è l’ideale per lavorare le palpebre in modo delicato:

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L’effetto di riattivazione circolatoria e di decontrazione delle tensioni muscolari è immediato: si vede subito il rossore della pelle e l’attenuarsi di tutte le pieghe d’espressione.

Ma perché non lo faccio più spesso?????!!!!!

 

 

 

 

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Questo mese ho cominciato ad utilizzare il mio nuovo bite funzionale che mi aiuta a riposizionare la mandibola e a scaricare lo stress che coinvolge i muscoli masticatori attivati eccessivamente o in modo disequilibrato. Già dopo poco tempo, utilizzandolo di notte e qualche ora di giorno, ho percepito un miglioramento dei disturbi al collo e alle spalle che si erano ripresentati soprattutto dormendo. Le modificazioni che si stanno verificando nella postura e nella posizione della testa rendono necessarie delle modifiche all’apparecchio per seguire il cambiamento, ma con qualche controllo presto si definirà la forma finale.

E’ bello sapere che il ripristino ottimale di una funzione, in questo caso l’azione equilibrata della mandibola e dei muscoli masticatori, abbia sempre una corrispondenza nel miglioramento estetico. L’importante ruolo di questa parte ossea nello scheletro del viso e della testa è infatti legato a modificazioni morfologiche molto evidenti che condizionano anche notevolmente l’aspetto estetico, soprattutto durante il processo di invecchiamento, ma che è possibile prevenire anche utilizzando questi “gnatobite”.

 

 

 

 

 

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Infine, cerco di ricordarmi di strappare qualche foglia della pianta di salvia che ho in giardino, per strofinarla sui denti per sbiancarli in modo naturale. :-)

 

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Comincia a fare un po’ più caldo e una parte del corpo che si scopre facilmente per prima sono le braccia. Partiamo di casa al mattino ben coperti perché fa ancora un po’ freddo, ma a metà giornata, se esce il sole, togliamo qualche strato di vestiti e rimaniamo a braccia nude. Diventa urgente tonificarle, anche  in vista dell’estate.

Spesso mi chiedo perché le donne si disperino e si preoccupino dell’aspetto delle braccia cadenti solo con la bella stagione, mentre in inverno sembrano ossessionate solo da gambe, glutei e addominali. Credo pensino che questo ‘difetto’ sia inevitabile e irrimediabile “a una certa età”, ma questo è uno dei tanti luoghi comuni difficili da abbandonare. Guardando per esempio il corpo delle donne che scelgono il nuoto per tenersi in forma, si può vedere come le braccia possano mantenersi giovani e toniche anche in età non più giovane. Le  braccia hanno bisogno di allenamento, come il resto del corpo e questo è importante anche per le donne. Il decadimento muscolare responsabile delle antiestetiche braccia ‘che pendono e dondolano’, si accompagna sempre alla debolezza della parte alta del corpo che nel tempo porta a squilibri funzionali e posturali anticamera di dolori alle spalle, al collo, ecc. e poi, per tornare all’estetica, attenzione a non arrivare ad avere anche l’ascella e il dorso “cadenti”, ma di questo parlerò un’altra volta!

L’approccio migliore per me è abbinare agli esercizi globali di movimento funzionale degli arti superiori con la colonna (di cui ho già parlato) anche esercizi segmentari che impegnino la zona specifica da tonificare e definire.
Per prevenire le braccia cadenti, devo concentrare l’attenzione sui muscoli bicipite e tricipite brachiale, ma in particolare sul secondo. Ecco i miei esercizi preferiti per impegnare il tricipite in modo semplice ed efficace:

– Torsioni delle braccia

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– Anche a braccia flesse:

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– Piegamenti delle braccia  in quadrupedia con mani sovrapposte, rivolte verso l’interno

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– Piegamenti delle braccia con gomiti stretti a contatto del torace e mani parallele rivolte in avanti. In quadrupedia è molto faticoso e preferisco farlo in piedi:

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-Piegamenti delle braccia da un gradino alto . Questo è un esercizio faticoso, ma davvero molto efficace per impegnare il tricipite. E’ necessario aprire bene le spalle ed evitare di allargare i gomiti. Si può fare anche appoggiandosi su un tavolo

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– Con un manubrio, un altro pesetto, un elastico o anche con una bottiglia d’acqua, faccio lente estensioni spingendo la mano indietro e in alto. Anche in questo caso la posizione è importante: il braccio deve restare molto vicino al busto e il gomito più in alto possibile durante il movimento, mentre il busto rimane inclinato avanti. L’altro braccio in appoggio sulla gamba piegata serve per alleggerire il carico sulla schiena

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Infine con l’olio e le coppette di silicone lavoro anche i tessuti superficiali con un breve massaggio che riattiva immediatamente  l’afflusso di sangue in superficie e migliora visibilmente l’aspetto estetico di questa zona.

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Ringrazio il Riad K di Marrakech per aver ospitato il mio Blog.

Dopo il “giro di boa” dell’inverno sento che il tempo comincia a stringere e che devo darmi da fare per completare al meglio questo periodo di allenamento. Mi sono impigrita illudendomi, come al solito, che insegnare ai corsi mi basti per tenermi in forma. Invece dimostrare gli esercizi e poi passare a correggere gli altri non è proprio sufficiente. Da qui in poi riprenderò in mano i punti critici per recuperare. Questo mese lo dedico alla pancia che si è un po’ “rilassata” e sceglierò esercizi un po’ più complessi per gli addominali, sfruttando bene le posizioni sul fianco che, con la loro instabilità, favoriscono l’attivazione di tutti i muscoli profondi dell’addome e della colonna che si contraggono per recuperare l’allineamento e l’equilibrio ad ogni piccolo sbilanciamento.

Sono ancora abbastanza forte per sostenere anche le posizioni con appoggio sull’ avambraccio e sulla mano, ma devo fare attenzione. Per proteggere le articolazioni da un sovraccarico dannoso devo mantenere il giusto allineamento.

-Sollevo insieme busto e gambe unite:

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-Sollevo insieme busto e gambe divaricandole:

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-Con appoggio sull’avambraccio, gambe flesse, sollevo il bacino:

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-Con appoggio sull’avambraccio gambe tese e unite ,

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1 sollevo il bacino, cercando l’allineamento tra piedi e spalle,

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2 avvicino il bacino al pavimento senza appoggiarlo

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3 lo spingo di nuovo oltre la linea di allineamento.

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-Ripeto l’esercizio con appoggio sul braccio teso:

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-Dalla quadrupedia estendo le gambe facendo forza come per avvicinare gomiti e piedi fra loro, espirando:

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-Supina, gambe e braccia tese formando una “x”:

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-supina, gambe flesse sollevate:

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-Supina, gambe sollevate, braccia in appoggio, sollevo il bacino:

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-Ripeto tutti gli esercizi sull’altro fianco:

VIDEO:  http://youtu.be/QOdAuQbiloo

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A questo punto del percorso voglio dedicare spazio a un altro tipo di allenamento importante per me. Certamente non penso di arrivare a 50 anni in piena forma occupandomi solo del benessere, della forma e della salute del mio corpo. E’ ovvio che anche anima e cuore, inteso come sfera emozionale, siano un tutt’uno con il corpo e che richiedano altrettanta cura e attenzione.

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In questo momento storico siamo sempre più consapevoli di quanto siamo collegati in noi e con tutto ciò che esiste e con la sorgente stessa della vita. Siamo come gocce nel mare, ma ogni goccia ha il potere di influenzare ciò che la circonda. Sono convinta che l’intento positivo di ciascuno possa riverberarsi su tutto il resto e io voglio che il mio intento sia sempre più puro e orientato al bene. Da quando ho cominciato, qualche anno fa, un percorso di conoscenza e di evoluzione personale affrontando paure, condizionamenti, risposte automatiche,…..credo di aver cominciato ad essere una madre un po’ migliore per le mie figlie e questo può essere un primo passo per lasciare un segno positivo nel mondo.  Conquistare relazioni più funzionali creando armonia dentro di me, sapendo che da pensieri ed emozioni possono derivare il mio benessere o il mio malessere e che questo si spargerà intorno, richiede molto allenamento.

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Ho conosciuto nuove teorie scientifiche, ho riascoltato cose del passato che mi risuonavano come in una memoria lontana, ho imparato ad esercitare la mente per impegnarla a creare la mia nuova realtà. Ho scoperto anche che questo non è così difficile… Una celebre frase di A. Einstein dice: “Sintonizzati sulla realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenerla”. E’ una cosa che si riesce a sperimentare facilmente, per esempio concentrandosi con convinzione sulla ricerca della soluzione a un problema, anziché sul problema stesso. Si può cominciare con piccole cose e prendere sempre più forza nel verificare che il meccanismo funziona, ma questo è solo un esempio, un piccolo-grande esperimento che non può riuscire se non crediamo almeno un po’, sinceramente, in noi stessi e nella possibilità di essere protagonisti della nostra esistenza. Superando la paura del cambiamento però, la vita diventa completamente nuova e sempre più meravigliosa.

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Abbiamo accesso a una quantità di informazioni davvero impensabile un tempo e la scienza sta cominciando a dare risposta a domande fino ad ora irrisolte. Alcune scoperte di meccanica quantistica arrivano ad avvicinare straordinariamente il mondo della scienza a quello della spiritualità e alcune sono rese facilmente accessibili da divulgazioni esemplari. Cito la mia preferita: il pluripremiato film “Bleep”, distribuito in dvd dalla Macro Edizioni, dove vediamo come le nostre emozioni influenzino la salute e la forma stessa del corpo. Vedere questo film apre già molto la mente a una diversa interpretazione degli eventi. Tutte le donne dovrebbero vederlo per smettere almeno di criticarsi così tanto guardandosi allo specchio. Quasi nessuna di noi ha un’immagine di se stessa corrispondente alla realtà…. :-(

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E dove la scienza per ora si ferma, inizia un ambito per me affascinante, fatto di libri che parlano allo spirito e che ispirano riflessioni confortanti, prospettando possibilità incredibili che mi auguro un giorno la scienza possa confermare. Per chi ha fede in Dio e io sono tra questi, esiste da sempre dell’altro, oltre a ciò che scientificamente è possibile dimostrare e non c’è niente di scandaloso, credo, nell’occuparsene anche prima che venga dimostrato. La scienza non mi toglie la paura della morte o delle malattie, l’angoscia e il dolore di una perdita….un percorso di evoluzione spirituale sì. Apprezzo molto gli uomini e le donne che prendono le distanze dalla comunità scientifica di cui hanno fatto parte, per difendere quelle loro scoperte e nuove teorie che non sono state accettate dai colleghi.

E per fortuna oggi non rischiano quasi più di essere bruciati vivi.

 

UN PICCOLO ESERCIZIO ALLA PORTATA DI TUTTI CHE FA BENE ALLA MENTE: LA MEDITAZIONE.

Meditazione. Sembra una parola impegnativa, comprensibile a pochi, dominio degli orientali, ma non è così. Fare meditazione è esercitarsi a sgombrare la mente dai pensieri mettendosi tranquilli, in silenzio, in posizione comoda, magari ascoltando musiche o suoni di sottofondo che favoriscano il rilassamento per lasciar andare più facilmente ogni pensiero che affiora  e arrivare piano piano alla quiete della mente. Ci sono tantissimi tipi di meditazione; alcuni coinvolgono attivamente il corpo con il movimento…. e proprio l’uso del corpo diventa per me la chiave che facilita tutto. Fare pochi esercizi di allungamento o di mobilizzazione articolare, lentamente, lasciandosi andare e prestando attenzione alle sensazioni che affiorano, concentrandosi su quello che si sta facendo, diventa automaticamente anche un esercizio per la mente, che la rigenera  e ci ricarica di energia. Negli ultimi anni ho scoperto con piacere che la facciamo un po’ tutti senza rendercene conto! “Meditiamo” o meglio, beneficiamo di effetti positivi analoghi a quelli della meditazione, ogni volta che siamo impegnati in qualcosa che ci appassiona e che, assorbendoci completamente, distoglie il pensiero dal turbinio ossessivo, dall’attività automatica incessante che stanca e  risulta nociva per il nostro organismo, rubando energie preziose. Meditare può essere quasi un gioco, anche per i bambini e i benefici che ne possono trarre sono ben spiegati in questo bellissimo libro:


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Il resoconto di gennaio si sposta un po’ dal dettaglio dell’allenamento perché mi sono allenata solo lavorando. Ogni giorno ho almeno una lezione di gruppo e sono sempre impegnata fisicamente. Ho invece dedicato il mio pochissimo tempo libero alla cura delle gambe con qualcosa di diverso dalla ginnastica, per quelle vene che mi fanno tanto soffrire d’estate con il caldo, oltre ad essere esteticamente molto brutte. Il problema era nato all’improvviso alla fine della seconda gravidanza, per la posizione della testa della mia bambina che, nella pancia, comprimeva un’area delicata per il ritorno venoso e “fuochi d’artificio” blu mi erano scoppiati sui polpacci e dietro le ginocchia. Quando finalmente il piccolo colosso (quando è nata pesava più di 4 chili) si è girato, la situazione è migliorata, ma il danno ormai era fatto. Per fortuna dagli esami successivi non risultava nessun deficit funzionale e anche per questo non volevo ricorrere alle iniezioni sclerosanti che chiudono i vasi dilatati. Così ho continuato a cercare qualcosa di alternativo e finalmente ho trovato. Esiste una fleboterapia di sostegno: iniezioni mirate al rinforzo e alla cura delle pareti delle vene e dei capillari ingrossati e visibili, che permette di mantenerli pervi e integri. IMG_0786 IMG_0784

Faccio una seduta alla settimana, poi uso per qualche giorno la calza elastica e già vedo un grande miglioramento. I segni blu sono meno sporgenti, molto meno evidenti. L’estate prossima starò benissimo anche con il caldo e le mie gambe saranno decisamente ringiovanite e sane! Evviva! :-)

 

Ecco il mio allenamento di dicembre che compare nel blog quasi a cavallo di gennaio. Infatti l’ho ripetuto poco e vorrei provare a mantenerlo in programma per il prossimo mese insieme all’allenamento intensivo per gli addominali che ho previsto per gennaio. Sicuramente saranno utili entrambi per reagire ai postumi delle feste di fine anno. :-)

Si tratta di un allenamento da fare all’aperto. Scelgo le giornate di bel tempo e sfrutto l’ora della pausa pranzo che è piena di luce. Non faccio solo camminata e nemmeno solo corsa.

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Correre dopo un po’ mi annoia, mi stanca troppo e non è salutare per la mia schiena. Preferisco mescolare un po’ di tutto in base a come mi sento, cercando di non fermarmi mai. Quindi cambio ritmo per recuperare fiato e tra la camminata e la corsa lenta ci metto delle andature tipiche di una preparazione  preatletica (tipo calciata dietro e skip)

 

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che sono molto utili per i muscoli delle gambe, la coordinazione, la reattività , la spinta dei piedi….

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se ho a disposizione dei gradini sfrutto anche quelli per andature con cambi di ritmo o in laterale, balzi leggeri che impegnano i piedi e le caviglie o più impegnativi con piegamenti più profondi per rinforzare le gambe…Queste possibilità di variare mi piacciono molto, rendono il lavoro più divertente!

Video      http://youtu.be/UT9sh7FCnCM

Poi finisco con una serie di  esercizi di stretching in cui stiro molti muscoli del corpo usando il movimento di una parte durante l’allungamento. E’ una modalità che trovo molto efficace e che uso sempre anche nei miei corsi.

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VIDEO           http://youtu.be/ZAwmrBx9s7U

Il resto lo fa il freddo. Esercitarsi all’aperto con temperature basse stimola la termogenesi e il metabolismo aumenta subito rendendo consistente anche il dispendio energetico di un allenamento breve.  Il mio dura circa 20-30 minuti.

E’ incredibile quanto bene mi sento dopo aver fatto movimento fuori al freddo!

:-)  :-)   :-)

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Quest’anno ho proprio voglia di andare a sciare.
Anche se mi sento abbastanza allenata, in novembre e dicembre cerco comunque di rinforzare le gambe con esercizi super collaudati che mi danno risultati soddisfacenti in breve tempo. In particolare mi riferisco a quelle sequenze di movimenti che chiamo “ballerina piccola” e “ballerina grande”. Sì, sono proprio movimenti che ho preso dalla danza classica, studiata per poco tempo e in tempi lontanissimi e che poi ho sempre utilizzato perché coinvolgono tutti i muscoli modellando le gambe, a mio parere, nel modo migliore; inoltre uniscono il lavoro di rafforzamento a quello di flessibilità e creano un disequilibrio che obbliga a un lavoro ulteriore del resto del corpo, per poter mantenere l’assetto. Naturalmente, come sempre, è la modalità di esecuzione che fa la differenza e rende intenso l’impegno muscolare. Le serie sono da 10, i movimenti molto lenti,  estendendo le gambe i glutei devono essere contratti molto forte (devono diventare “come il marmo”).

Esercizi:

– un breve riscaldamento camminando

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-rullata dei piedi dalle punte ai talloni a gambe tese

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-rullata dei piedi piegando un poco le gambe

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-rullata dei piedi piegando il più possibile le gambe

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– la “ballerina piccola”

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– la “ballerina grande”

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– piegamenti con una gamba avanti

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– squat

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– piegamento con il passo indietro

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Mini video di parte dell’allenamento: http://youtu.be/aZ9FRn42qGY

Ringrazio “Studio Wellness”, via Cappelli, Padova, per aver ospitato il mio blog!

 

 

Telegrafico resoconto di ottobre.

Ho usato le coppette solo una volta alla settimana, ma il risultato è sempre sbalorditivo. :-) Riprenderò ad usarle in primavera per prepararmi all’estate!
Il lavoro incalza e ho sempre meno tempo per me. Il mio allenamento trova spazio ormai solo durante le lezioni di Core Integration e di Superginnastica che tengo in palestra. Per fortuna i miei cari allievi, dopo il periodo di impostazione iniziale (in cui li ho strapazzati parecchio….) sono già in grado di lavorare bene e le serie di esercizi si fanno più intense. Sono soddisfatta della mia pancia, ma anche loro cominciano a cambiare forma!
Ispirata dal blog, nel lavoro con i gruppi ho dato più spazio del solito agli addominali dandomi come primo obbiettivo il rafforzamento del “core” e il lavoro sui piedi (che a breve si aggiungerà ai miei mini-video). Ora sono molto più accessibili gli esercizi in piedi e in disequilibrio dell’allenamento di novembre.
Adesso è tempo di pensare agli sci! ….con le ballerine…. :-)

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Da tempo ho imparato che per avere un bel punto vita bisogna lavorare su più fronti. Una volta pensavo che la ginnastica fosse tutto, ma dopo la mia seconda gravidanza il piccolo “sfacelo” della mia pancia mi ha messa a dura prova. Per quanto esercitassi gli addominali, il cedimento dei tessuti superficiali non migliorava e con il tempo si erano formati depositi di grasso tra il muscolo e la pelle che al tatto sentivo granulosi e irregolari. Esteticamente l’effetto era bruttissimo perché la pelle ricadeva e si vedeva quella che viene chiamata “pancia a grembiule”, malgrado più in profondità ci fossero muscoli tonici. Per questo inestetismo sembrerebbe non esserci altra soluzione che l’intervento di chirurgia estetica. Ma non è così. Ancora una volta posso ribadire quanto il nostro corpo abbia possibilità di recupero inaspettate, purché aiutato nel modo giusto.
Anche se era passato molto tempo (alcuni anni) dal parto, appena ho cominciato a lavorare stimolando la circolazione dei tessuti più superficiali, si sono visti i primi miglioramenti. Oggi non posso dire di avere una pancia perfetta e sicuramente se le dedicassi più tempo migliorerebbe ancora, ma le infiltrazioni di grasso si sono notevolmente ridotte, la pelle è più adesa ai tessuti sottostanti, è più bella e le smagliature sono molto meno evidenti. Io mi sento felice di non aver subito interventi invasivi e sono molto più a mio agio, anche al mare.

Allora questo mese mi voglio dedicare principalmente proprio alla mia pancia, per migliorare ancora il suo aspetto e acquisire leggerezza. Per farlo devo lavorare su più fronti. Non sono in sovrappeso e non devo quindi ricorrere a un lavoro aerobico sistematico per smaltire chili di troppo. L’esercizio per gli addominali diventa quindi la base fondamentale per modellare la forma del mio corpo in questa zona. Per essere efficace al massimo deve sempre contenere la spinta in elevazione per la colonna a partire dai piedi e questo significa anche attivare bene il pavimento pelvico e il trasverso dell’addome. Il lavoro fatto in agosto e in settembre è stato preparatorio per fare al meglio questi semplici esercizi. La modalità di esecuzione è ciò che fa la differenza per la loro efficacia.

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I video degli esercizi si possono visualizzare dalla pagina Facebook : silvia pegno – fit & face

Agli esercizi di ginnastica devo abbinare anche, come dicevo, una riattivazione circolatoria per i tessuti superficiali. Dopo aver spalmato un bel po’ di olio sulla pelle, lo posso fare con:

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un “massaggio” con le coppette. Un po’ le sposto lentamente su tutta la superficie su cui voglio agire e un po’ le lascio ferme nei punti più critici dove c’è ancora del grasso depositato.

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Quando vedo che la pelle è ben arrossata dall’afflusso di sangue in superficie tolgo l’olio che rimane sulla pelle strofinando una spugna asciutta e ancora aumento l’effetto del massaggio fatto prima. Cerco di fare questo dopo la doccia almeno una volta alla settimana.

Al posto delle coppette posso usare anche un attrezzo per massaggio in legno naturale o  ricorrere alla stimolazione del mio tappetino per agopressione. Sulla pancia fa un po’ male, ma l’effetto circolatorio si ottiene molto velocemente.

Per avere una pancia piatta devo anche curare il modo di alimentarmi in modo da eliminare i gonfiori e tutti i disturbi che derivano da un cattivo funzionamento dell’intestino. Nel mio caso, dato che non ho intolleranze o allergie, più che una scelta di alimenti si tratta di alternarli per non fissarmi nel mangiare sempre le stesse cose (soprattutto a colazione) e soprattutto cercare di mangiare con calma e tranquillità. Se ho fretta, sono in tensione, ho l’ansia o sono arrabbiata, qualsiasi cosa io mangi, in qualche modo non mi fa stare bene.

Sono “appassionata” di fermenti probiotici che trovo utilissimi in autunno e in primavera e sempre quando qualcosa non va, ma esistono rimedi naturali a base di minerali, piante, mucillagini, carbone, alghe, …. che possono aiutarmi a riequilibrare le funzioni intestinali con grandissimi benefici per tutto l’organismo. L’importante è avere l’indicazione giusta da parte di un medico esperto di questi preparati. Ho scoperto così, recentemente, anche la possibilità di utilizzare un’alga particolare in grado di captare i metalli pesanti e prevenire il pericolo di intossicazione quando si rimuove l’amalgama delle otturazioni. Sicuramente funziona bene in generale anche per disintossicare l’organismo se si vive esposti all’inquinamento urbano.